Blindness

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Cosa sarebbe il mondo senza i nostri occhi che lo guardano? Non dico che Saramago si sia posto questa domanda, o perlomeno non penso che si riferisse ad un mondo abitato solo da persone non vedenti, piuttosto sembra che lo scrittore portoghese sia stato letto, oltre che dal sottoscritto, da un Fernando Meirelles convinto che si possa trasporre quella stessa intensità del libro in un opera cinematografica che rende le parole più efficaci, non le consuma piuttosto le vivifica.

Ecco come nasce Blindnes (Cecità), sfiora la sensibilità umana la sensazione del vuoto, quel buco nero senza ritorno, svegliarsi solo con la mente e non con gli occhi..è tutto tremendamente difficile.

In questo caso è un epidemia, qualcosa a cui l’uomo non può trovar rimedio..si sfiora sempre il paradossale quando si narra qualcosa di apodittico..qualcosa di inesorabile che stravolge il flusso dell’esistenza.

Meirelles è bravo a raccontare il “disagio”..addà sapè fà..non è che ti puoi inventare dal nulla una storia del genere..devi avere spunti vari che possono essere appunto un libro, credere che si possa descrivere una società fatta di persone che non hanno più la capacità di “vedersi negli occhi”..nasce il terrore proprio in quegli occhi spenti e insitamente si sa che poi non ci si può fidare più di nessuno..soprattutto di se stessi.

Una società è un gruppo di persone, quelle stesse persone che rinchiuse in un ospedale devono “sopravvivere” fin quando l’incubo non finirà.

I protagonisti del film: Mark Ruffalo, Julianne Moore e Gael Garcia Bernal sono i “coordinatori” del “sistema vital-ospedaliero”..l’unica differenze è che la Moore è l’unica a non esser stata contagiata…quindi osserva le azioni umana e le paure dei suo “concittadini”, fino all’ultimo proverà a mantenere questo segreto, poichè sarà lei a fare da spartiacque tra il bene e il male..e si ..perchè come ogni società che si “rispetti”..da una parte stanno i buoni, e cioè gli infetti  che prima di entrare in quel luogo erano persone dalla vita”normale”, e dall’all’altra parte stann’e’malament’..coloro che  erano così anche prima di entrare..ecco che la microsocietà è completa..lo sapete basta una voce aggressiva accompagnata da una pistola..che poi è il rumore dello sparo in questo caso..a tenere tutti sotto scacco..nasce il terrore di non poter far nulla..le condizioni fisiche sono quelle che sono..nascono i capi banda, si crea il mercato nero..tutto insomma..non si fanno mancare nulla..è la vita quotidiana..il problema è che non si vede niente..si sente tutto e quel che si sente è la puzza dell’odio..della sopraffazione, della violenza anche quella sessual-fisica ovviamente..poichè per un pezzo di pane si è costretti a “vendersi”..e con il nostro corpo se ne va anche la nostra anima..

Meirelles è poliedrico, i temi li sa variare..parte da qualcosa che è indubbiamente più vicino a lui..come City of God..film poco apprezzato dalla critica..perchè a loro la “rozzezza non piace”..bah ch’vo ric’..parlare di bambini costretti sempre a scegliere tra la pistola e l’illusione di poter vivere in modo decente, sembra sempre che le persone dimentichino che esiste anche la sofferenza..quella che non ti fa progettare e sperare nel domani..perchè non è così sicuro che vi sarà un “domani” nella Favela della Ciudad de Deus.

Blindness e City of God..ecco questi sono i miei “consigli giornalieri”..sono consapevole che molte volte può sembrare che parta troppo da un mio giudizio personale della pellicola..tendo a sottolineare alcuni aspetti che riprenderebbero l’intento che mi sono preposto…wagliù insomma qui si cerca di continuare su questa strada, è ovvio che mi faccia piacere essere seguito e capito realmente…deve essere “spontanea” la sincerità…non voglio cadere in ossimori senza senso..quello che intendo è “colpire il bersaglio”.. i vari target pubblicitari questo fanno..ti convincono a comprare tale prodotto perchè  “tale prodotto” deve “battere” la concorrenza grazie a quel tipo di messaggio…io non voglio romperti le palle senza averti convinto totalmente..non devo neanche però forzare le tue opinioni..non saresti più te stesso poi, qui si parla di “cinema onnicomprensivo”..motivato da sofferenze e gioie che solo chi le assapora può capirle..come già ho detto..”l’intrattenimento”  lo lascio fare ad altri..le prove schiaccianti sono sempre dietro l’angolo..l’indagine continua..Arte nao è uma opiniao è um conhecimento..!

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3 pensieri su “Blindness

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