The Wire

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The Wire

Eccomi di nuovo qui..non voglio dire che sono stato impegnato a fare altre cose..non mi piace dire cazzate, piuttosto penso che esista un fatidico momento in cui la “parola va ai giurati”..non a me, capire realmente il senso di quello che si sta facendo.

Ordunque mi accingo a scrivere in sommi capi i miei nuovi “incontri eterei”, le pellicole d’autore le pongo un attimo in stand-by, lo devo dire a qualcuno che non esiste solo Breaking Bad, che ormai è già divenuto un cult, c’è anche un’altra grandissima serie.. è il suo nome è: The Wire.

Non voglio fare differenze, non voglio assolutamente dire che una sia più bella o/e interessante dell’altra, alcuni argomenti trattati possono essere simili, ma i contesti sociali e il modo in cui vengono prese talune scelte, sono parecchio differenti.

Come prima cosa c’è da dire che “The Wire” è ambientato a Baltimora, precisamente Baltimora est, zona di confine di un mondo di padroni e schiavi, figli della strada e nuovi “capuzzielli” in cerca del Sacro Graal del benessere materiale, poliziotti buoni e meno buoni, rapporti tra spacciatori e poliziotti..codici etici più che d’onore..supremazia di nessuno e di tutti..ma andiamo per ordine.

I personaggi principali della serie sono : Jimmy Mcnulty..interpretato da Dominic West, e Lester Freamon, potrebbe sembrare Morgan Freeman ma non lo è, alias Clarke Peters, e il tenente-colonello-attore assurdo Daniels..Lance Reddick.

Ecco, loro impersonificano il cosiddetto “bene”..la squadra di detective e semplici poliziotti è molto variegata..e man mano che vedrete la serie imparerete a conoscerli tutti..dall’altra parte della “staccionata” ci sono i “malament”..su tutti Avon Barksdale (Wood Harris) the boss..e poi c’è il suo braccio destro: Stringer Bell..”la mente che mente”..interpretato da Idris Elba..Bell è uno dei personaggi più affascinanti della serie, mai banale e sempre con l’occhio diretto verso il futuro..non è come gli altri e ben presto ve ne accorgerete. Più in la nella serie arriveranno dal nulla altri tre personaggi: “Marlo, Chris e Snoop”..su di loro non vi dico niente..ma attenti a Chris.

Nella serie non vi è un “continuum” imposto dalle regola del situazionismo..capita..può capitare che una puntata segua il senso della precedente, ma non vi è nessun obbligo prescritto, ed è anche questo il motivo per il quale David Simon, l’ideatore della serie, è divenuto ai miei occhi un fottuto genio..se ne frega delle regole..fottute regole direbbe McNulty..rendono una serie sterile e prevedibile..non c’è pathos, poichè tutto viene richiuso in una fragile armonia mal orchestrata dal senso delle cose.

Ognuno di “loro” ha un ruolo ben preciso nella serie, ma non per questo non vi sono momenti in cui possa quasi sembrare che ci sia “uno scambio di battute” tra un personaggio e l’altro..è una lotta onesta quella che si svolge tra le strade di Baltimora, i collegamenti sono molteplici proprio perchè sembra che ci sia “complicità umana” tra le persone..è così che uno come “Bubbles” (Andre Royo), diviene il tramite, l’occhio indiscreto tra i “buoni e i cattivi”, poichè egli vive per strada..sbaglia per la strada preferendo l’eroina alla vita..ma poi tutto muta..tutto non è mai uguale a quello che sembra.

Si direbbe che a Baltimora c’è tanto da fare..ognuno a modo suo vuole “fotterla” quella città..spacciatori, politici rampanti, senatori subdoli, poliziotto si ma a volte anche no, procuratori il-legali, giudici nevrotico-romantici..e poi ci sono loro..la squadra di Daniels, quei numeri che scorrono in quei computer datati “2002-2008”..l’apoteosi di ogni tipo di intercettazione mai fatta fino ad allora..un nuovo modo di “indagare”..standosene in sordina per poi colpire al momento giusto..è tutto molto paziente..è una serie impulsiva quando si tratta di sparare..ma metodica e scrupolosa quando c’è di mezzo Lester Freamon.

Le ultime parole le dedico ad: Omar..Indeed Omar..(Michael K. Williams), il personaggio più controverso della serie, geniale-brutale-omosessuale-sfregiato-umano..basta il suo fischiettio in loop che tutti sono già belli che scappati..il giustiziere è arrivato..non si sa di quale giustizia si stia parlando..probabilmente di qualcosa molto lontana da noi..avere in testa quell’ unico “motivetto” che ci porta a pensare di essere unici..forse indispensabili..Un Saluto a tutti e mi raccomando vedete la serie che non ve ne pentirete..assistenza “stato mentale”: Spring Hum (Giuseppe Esposito).

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