Whiplash

Whiplash-film

Scena tratta da “Whiplash

L’ avevo detto che sarei tornato presto..ed eccomi qui a parlare di una di quelle passioni che come il cinema non tramontano mai: la Musica. Volontariamente scritta con la lettera maiuscola (certo se le tue dita sei ancora tu a governarle) poichè fare un film su qualche cantante.. gruppi di culto e meteore fascinose musicali è difficile, ma dedicarsi con l’ anima e le mani insanguinate è tutta un’altra cosa.

Damien Chazelle è abbastanza sconosciuto nel salotto pieno di tappeti rossi, orsi gialli e gondole innamorate, però ha qualcosa che molti non hanno, ha qualcosa che anche il protagonista del film possiede…ha coraggio e non ha paura di mostrare/rci cosa vuol dire realmente “soffrire la musica”, inchinarsi al cospetto della sua immensità, esserne degno, e quelle mani insanguinate del nostro Andrew “the drummer” hanno quel che di cristologico, come le stigmate di un piacevole dolore scandito continuamente dalla ricerca del tempo giusto, 4-5-6..

Whiplash è il titolo del film, ma è anche il titolo del “pezzo” che quel sergente-istruttore-maestro di J.K. Simmons, grandissimo interprete, fa ripetere all’ impazzata ad un indifesa orchestra di talenti musicali venuti da ogni parte d’ America.

Siamo a New York, la grande mela ha il fascino di inglobare ogni cosa a suo piacimento, rendere la vita un inferno o un piccolo paradiso in cui esplorare i propri sogni e sperare che un giorno possano divenire realtà..vita.

Andrew è un “ragazzino” ma ha tanta buona volontà, forse troppa o troppo poca, è ovvio che a quell’età non riesci ad ascoltare i consigli, ti sta sul cazzo il fatto di aspettare, di attendere l’ occasione giusta.. il momento propizio in cui sfoghi tutto quello che hai dentro le viscere..un implosione-esplosione di maturità rabbiosa, quel sangue che fuoriesce dalle mani vuol dire speranza, una promessa a se stessi da mantenere..farcela..a tutti i costi.

Il film è uscito da poco..torna tra un oretta (vabbuò e ritt’a cazzat’ ra serat’)..a me è piaciuto molto, ne hanno parlato principalmente perchè era una vita che non si vedeva qualcosa di veramente interessante e specifico su cosa vuole dire veramente VIVERE PER LA MUSICA. Io non sono un “felliniano doc”..però ho visto tutti i film di Fellini (prima dici che non sei un felliniano..) ed ovviamente il film mi ha ricordato subito: “Prova d’orchestra” (1979), in quel caso però ogni musicista descriveva minuziosamente lo strumento che suonava ed i motivi per il quale eccelleva sugli altri (sono parole girevoli).

Il ragazzo, che nella vita reale si chiama Miles(penso che il nome fosse importante), si farà prendere molto dall’emozione..dall’impeto represso dei suoi anni, è consapevole di essere bravo, ha una fottuta voglia di dimostrarlo, molte volte ce lo buttiamo da soli il bastone tra le ruote..come se volessimo cadere per poi rialzarci..chi riesce ad alzarsi da solo poi ce la fa…(sembra tu voglia convincerti) e dimostra al “mondo” che esiste un modo per trasformare la passione in un “lavoro”..che il “capitale umano” non può essere l’accettazione dell’etichetta “generazione 1000 euro/dollaro/sterlina” (e sono ottimista), c’è qualcosa di più..e pian piano lo scopriremo.

Questa “recensione” la dedico a un mio caro amico che manco a farla apposta si chiama Andrea-Andrew.. Battilamiere-Drummer,.tra pochi giorni partirà per la brr-Finlandia..Un saluto e un abbraccio (e na dedic’..ahah)..

Seuraava tutkimus takia..(google traduttore)

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