Birdman

Birdman-film

Scena tratta da “Birdman”

Non so mai se iniziare in modo sensato abbia in realtà poi tutto questo senso..provo a spiegarmi meglio..quando inizio a scrivere in generale e nella fattispecie pseudo-recensioni, ho l’impressione, per niente insensata, che tutto quello che faccio o facciamo non sia mai privo di finalità. Scrivo perché ne ho bisogno, un modo per dimostrare a se stessi di essere come i petali di un fiore.. mai tutti uguali..c’è chi si è ingiallito di più al sole, quindi io sono quel sono ma posso essere anche quel che non ancora sono..sospensione del giudizio.

Il protagonista di “Birdman” , Michael Keaton  per chi non lo ricordasse “o prim’batman”, da un po di tempo in prematuro letargo, è tornato con impeto sulla scena..chiamato da un Inarritu inaspettato, in versione Coppola-UltimoCronemberg, dove l’arte è diventata contemporanea “all’improvviso”..e a Noi questo piace, o quantomeno incuriosisce, perché a primo acchitto può sembrare un Neo-Reality-Gossip-Realismo” (questa volta hai veramente esagerato), ma più che altri per i temi e i personaggi, questo nuovo mettere a nudo personalità dello star-sistem provando a renderli umanamente accettabili e “personificabili”, cosicché l’ammirazione diviene accettazione..comprensione-compassione,.non siamo poi così diversi allora?

Riggan Thompson alias Birdaman, anzi ex uomo uccello, ora non vuole più essere l’icona cine-pop degli anni ’90, ha ambizioni pre-intellettuali, di quel genere che dicevo prima, essere qualcosa di diverso, essere ricordati o ricordarsi di essere anche qualcun altro, buttarsi a capofitto in una nuova “sensazione”, assaporando sapori nuovi che avevamo annusato con indifferenza e che ora sono l’unico motivo di esistenza su questo “sfaccimma” di mondo.

Il nostro eroe..e questa volta veramente si tratta di un pennuto con super-poteri, è il protagonista indiscusso del film, senza però essere a tutti costi la prima donna, ci sono molto personaggi, ognuno legato all’altro da flebili fili densi di “storie di vita”.

Inarritu sembra essersi calato in una nuova veste già da un po.Biutiful con Bardem ne è la prova lampante, in quel caso però la drammaticità doveva prevalere sulla contemporaneità, esistono barriere invisibili nel cinema ovviamente d’autore che “spaccano il giudizio altrui”, non è facile identificare quando si è valicato il confine tra una cazzata fatta bene e un ipotetico grande film fatto male, poiché a volte si tende a strafare o a non fare affatto, rimanendo concettualmente ottusi..profondamente superficiali.

In questa “indagine” ho provato a racchiudere il mio onesto parere su questa nuova frontiera del cinema, ormai dilagante e inesorabile, opinabile o meno come genere penso che sia una svolta, finalmente sembra che qualcuno stia guardando il circondario con occhi diversi..occhi che valgono: and winner is?

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