Non essere cattivo

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Scena tratta da “Non Essere Cattivo”

Chiederò chi me l’ha fatto fare” dicevano i Nobraino in una loro canzone, beh non so chi me l’ abbia fatto fare di smettere di scrivere pseudo recensioni, posso presumere che il ritorno sia dovuto a delle mancanze, le stesse mancanze che forse mi avevano “costretto” ad abbandonare questo mio modo di vedere il cinema, non è il crepuscolo, questo presupporrebbe uno splendido paesaggio, cupo nel suo divenire e non già nel suo essere. Ecco ora ci vuole il punto, il punto è che sono tornato a scrivere di arte e di bellezza..ordunque di cinema;  lo ammetto, per me non è facile ora “essere totalmente nuovo” nel mio dipanare le varie vicende e i tessuti sociali messi e compromessi nelle storie dei film che racconto, pero una cosa è certa: sarò il solito prosciutto..crudo come sempre.

Un regista che pochi conoscono, un sociologo della vecchia scuola: Claudio Caligari, prima di passare a miglior vita ci ha lasciato una piccola perla da mantenere intatta e “sporca” così com’è per sempre.

Non essere cattivo è probabilmente il miglior film italiano se non europeo del 2015, qui non si tratta solo del film in se, la storia ripercorre parecchio il suo vecchio e sputtanato capolavoro: Amore tossico (1983), dove il tema dell’eroina e la bambagia della gioventù ostiense riflettevano nelle memorie e sulla pelle del compianto Pasolini, quell’inizio anni’80  dove in ogni città vi era un modo diverso di essere “anti-sociali”, il nichilismo del pourparler, la vita e quindi vivere non interessava a tutti, purtroppo “la vedova bianca prese il sopravvento”.

Io sono un cultore di film che parlano delle cose come stanno, non come vorremmo che fossero, il cinema in molti casi si è ridotto a questo, per il box-office o per la strafiga di turno, succede così anche un po per la musica, per questo a me non basta un cazzo di NO al lobbista fiorentino, la vera rivoluzione nasce nelle case e cresce nelle piazze (cosa avrà voluto dire!?).

In “Non essere cattivo”, domina il senso di rivalsa di questi due ragazzi magistralmente interpretati da: Luca Marinelli e Alessandro Borghi che tramite espedienti e grande voglia di vivere cercano di andare avanti giorno dopo giorno dopo giorno fino a che..

Il senso di rivalsa penso che sia uno dei sentimenti più diffusi degli ultimi vent’anni di storia, io non voglio essere il portavoce di una generazione arrabbiata, anche se è così che andrà a finire, le passate generazione che neanche le briciole di pollicino ci hanno lasciato, si scandalizzano quando vedono questi”giovani” arrabbiati e annoiati che “ncap a lor” non fanno niente per cambiare la propria situazione di vita, allora poi danno la colpa alla droga ..alle canne..ahaha alle canne, questi ragazzi che ormai cercano la mecca nelle sale scommesse (lungi dal criticarli sono anche io un giocatore), perché casomai la famiglia non può permettersi di elargire denaro come se fossi il discendente di re Mida, purtroppo io non posso parlare per le nuovissime generazioni, so solo che vivere come non vivono tutti non è facile perché si rischia l’isolamento totale dal quale non è facile uscirsene se non tramite totale autocoscienza, non covando odio inutile di posizione sociale o di razza, essere buoni per divenire grandi pur sapendo inevitabilmente che a volte Non essere cattivi è veramente difficile.

Non dovrei abbandonarvi più..in teoria.. Mimì.

 

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