Alaska

 

alaska-film

Scena tratta da “Alaska”

Prima di iniziare questa nuova pseudo-recensione notturna vorrei precisare che c’è stato un problema con la data di:”Non essere cattivo”, detto ciò volevo parlare un po col mondo e con voi che numerosi mi seguite..(risate di sottofondo)..stasera vi propongo un bel regista: Claudio Cupellini.

Devo essere onesto, quando vidi:”Una vita tranquilla“, subito pensai che il ragazzo aveva stoffa, poteva dire qualcosa di nuovo, far parlare con parole nuove la cinepresa, essere presente a se stesso e al telespettatore nello stesso momento, ammiro molto chi usa questo ditirambico metodo di audio-visiva interpretazione della vita e delle storie che poi fanno parte di essa; di solito si parte sempre dalla ricerca della felicità, se non la si raggiunge in breve tempo scatta il panico che la maggior parte delle volte è deleterio, poichè  ci rende ancora più deboli..non ti desta piuttosto ti sopprime.

In “Alaska” di Cupellini si trovano la maggior parte delle ansie e delle aspirazioni della nuova e vecchia gioventù, quella fottuta voglia di essere quantomeno qualcuno anche con la q minuscola e non essere il nulla cosmico, pretendere da se stessi e dalla vita qualcosa che ti renda realmente quello che sei, certo  i duri contraccolpi e le varie delusioni ti possono “affossare”, ma le cose vanno avanti se tu vai avanti, l’immobilismo intellettuale giace sulla prima azione dell’uomo che da sempre ha dovuto combattere per il raggiungimento dei suoi scopi; che siano di potere, denaro o qualsivoglia posto in paradiso riservato a chi ha vinto senza l’asso nella manica.

Fausto (Elio Germano) e Nadine (Astrid Bergès-Frisbey), è una coppia che nasce in maniera più o meno spontanea in un lussuoso albergo parigino, entrambi con tanta voglia di cambiar vita, di svoltare, poichè chi ha sempre un moto sussultorio dentro che si agita continuamente non si arrende mai alla vita canaglia, quella che afferma:”questo è il massimo che puoi fare..e pensa che ti è anche andata bene”; non funziona cosi..almeno non  per tutti.

Il film dura un po, si nota una certa collaborazione italo-transalpina, che da alla pellicola quello slancio internazionale che Cupellini cerca e merita con audacia, soprattutto nella scelta delle musiche, mai convenzionali..mai stereotipate..enfatizzate molto nelle prime scene del film.

Elio Germano in questa sua nuova veste di magro incazzato mi piace, sembra sincero e a suo agio nel gestire questa strafottenza di qualità che ora indossa e a questo punto mi domando se dopo Mattew McConaughey e lo stesso Elio, ogni attore con un po di talento riesca davvero a cambiare il proprio modo di recitare per non avere più solo un tipo di “pubblico”, ma per essere realmente completi e non per tutti bensì per tanti..che è totalmente diverso.

Chiudo dicendo che ad un certo punto del film comparirà con quella sua bella faccia pulita il bravissimo Marco D’Amore..Ciro di Marzio per gli amici..ma soprattutto i nemici, che dire..Cupellini un cameo glielo doveva almeno concedere visto che è a livello cinematografico si può definire uno: il padre/fratello e l’altro come il figlio/fratello…confusione finale, Cirù c’pienz tu? Buona visione, Mimì.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...